DOPPLER3.jpg

Lettera a me stesso da giovane

In partnership con The Owl Post

 
 

Caro Clemens,

 

che pensi di non aver tempo da perdere per leggere una stupida lettera, quando invece potresti essere su qualche campo a scorrazzare, a correre e a saltare con i tuoi compagni.

Quindi, sai cosa ti dico?

Vai!

Ripiegala, mettila in tasca e vai a divertirti, perché tanto tutto quello che imparerai da qui in avanti non lo farai di certo leggendo le parole di qualcuno più vecchio di te, anche se questo qualcuno, a conti fatti, ti conosce piuttosto bene.

Lo farai girando il Mondo, lo farai prendendo dei rischi talmente belli che non riuscirai neppure a considerarli tali. Lo farai a cuor leggero, a mente libera e, per la maggior parte del tempo, a piedi scalzi.

Allora vai Clemens.

Nascondi questa lettera in mezzo ad un libro e vai a giocare, perché chi ha tempo non aspetti tempo e giocare, questo già lo sai, è la cosa più importante tra tutte.

Tra i vari giochi che potresti scegliere alla fine ti innamorerai dello sport più strano in assoluto: il beach volley. A casa nostra, nel nostro Paese, del mare non c’è traccia e la sabbia per di creare i campi su cui giocare, la dobbiamo portare con i camion.

Ma tu fidati, perché la fine sarà molto diversa dall’inizio, e di quel gioco strano poi si innamoreranno tutti, in Austria.

I primi anni sarà quasi come essere un surfista.

Tu e il tuo compagno, in un viaggio perpetuo, con un biglietto di sola andata che ti farà rimbalzare come una palla matta tra l’Europa, gli Stati Uniti ed il Brasile.

Nessun allenatore, nessuno psicologo e nessun preparatore, soltanto voi due.

All’avventura.

Alla ribalta.

Alla ricerca di esperienze sempre nuove e sempre più assurde, perché chi inizia a giocare a beach lo fa per amore e per divertimento, non per i soldi, o per la gloria.

 

Arriverai persino ad organizzare un mese di allenamenti a Rio de Janeiro senza neppure prenotare un albergo. Tu e il tuo compagno ve ne andrete semplicemente a passeggio sulle spiagge di Ipanema e di Copacabana, alla ricerca di qualche coppia da sfidare in campo e di qualche buonuomo che vi ospiti. Giocatori.

Turisti.

O semplici passanti.

 

Visiterai le favelas, mangerai negli street food più nascosti e di dubbia qualità, e riposerai sui divani più sgangherati di tutto il Sudamerica.

Passerai anche molte ore in riva all’oceano, bevendo il succo fresco direttamente dalle noci di cocco e senza sapere che cosa significa avere una preoccupazione.

Una vita senza il futuro, racchiusa in un presente infinito.

Goditela.

 

Con il tempo, tutto questo, cambierà e ti sarà quasi impossibile capire se a cambiare di più sei stato tu o è stato il circuito. Giocherai un mondiale, in casa, davanti a 10 mila tifosi, pazzi scatenati, che riempiranno le tribune per ogni singolo incontro della manifestazione.

Ti divertirai parecchio, in campo e fuori, ma preferisco non dirti come andrà a finire, quello te lo lascio scoprire da solo.

Con il passare delle stagioni, tutto quello che ti circonda muterà profondamente.

Inizierai a preoccuparti della nutrizione, degli sponsor, e a come crearti uno staff di alto livello per curare anche gli aspetti più piccoli del tuo lavoro.

Perché sì, amico mio, il beach diventerà un lavoro.

 

Tu però non darti mai per vinto, neppure nei momenti in cui ti sentirai sopraffatto da tutto l’artificio che circonda il tuo amato campo. Quando avrai dei dubbi, prendi un attimo per te, siediti da solo in un angolo e ripensa alle avventure del passato, a quanto questo gioco ti avrà dato; e vedrai che la voglia di competere tornerà immediatamente.

Giocherai per tantissimi anni, molti più di quelli che immagini adesso, e riuscirai a farlo perché sei un gran lavoratore. Non dimenticare mai di come si sta al Mondo.

Pagherai un prezzo, per tanta fatica.

Le tue ginocchia finiranno sotto i ferri di un ortopedico per una decina di volte ed in almeno tre di queste sarà davvero un terno al lotto. Lo chiamano ACL, è uno dei tanti legamenti che tengono insieme le due parti che compongo una gamba, ma è il solo di cui conti davvero qualcosa.

Rompersi quello vuol dire doverlo ricostruire, e ripartire da zero, per un anno di fisioterapia o giù di lì. Tu lo romperai 3 volte.

Ma, ti dirò, che non è così male.

Vedrai molti colleghi mollare di testa davanti ad una diagnosi del genere, invece tu fatti coraggio perché, che tu ci creda oppure no, è proprio grazie a quei tre incidenti che giocherai così a lungo.

Il motore di un atleta non si spegne quasi mai, anche quando è in vacanza, e l’accumularsi di tanti anni senza vere pause, creerà in te delle piccole disfunzionalità, grandi a sufficienza da darti fastidio, ma non abbastanza da obbligarti a prendertene cura. Una spalla che scricchiola un po’, una caviglia ballerina, cose del genere.

E quando le tue ginocchia faranno crack, non mollare, perché quello è il momento giusto per sistemare tutto, non soltanto le ginocchia.

Spingi forte e lavora sodo, perché ogni singola volta tornerai sulla sabbia più forte di prima.

Meno esplosivo, e con più cicatrici, non c’è dubbio.

Ma anche, indiscutibilmente, più pronto.

Quindi, Clemens, ti aspetta un viaggio molto, molto lungo; e passerai dall’improvvisazione più totale all’organizzazione perfetta del più minimo dettaglio.

Passerai dall’essere un cane sciolto, figlio della luna e cittadino del mondo, a sentire tutta la responsabilità per una famiglia, per una nazione e per un movimento intero.

Ma è un processo di dare e avere, in cui quello che perdi sarà sempre e comunque di meno di quello che trovi, a patto che tu abbia la forza di vederne il bicchiere mezzo pieno, perché puoi star certo che di pessimisti ne incontrerai molti di più di quanti te ne serva incontrare.

Vai, allora, piega la lettera, buttala oppure gettala nel fuoco.

Poco importa.

Perché tanto qualunque cosa farai la farai d’istinto, per pura passione, e questa è la tua fortuna, anche se ancora non lo sai.

Ricorda che nessuno inizia qualcosa per soldi.

Nessuno per fama.

Tutti iniziano per passione.

Vorrai soltanto fare le cose per bene.

Per questo amerai la tua vita, e tanto basta.

Tu hai il fuoco dentro, non dimenticare di buttarci sopra della legna ogni volta che puoi. Senza esagerare però, che i troppi rami possono soffocare una fiamma quanto la loro più totale assenza.

 

Forse ho parlato troppo.

Forse di tutto questo non hai neppure bisogno, ma raccontarlo mi ricorda cos’hai davanti agli occhi tu, e dietro alle spalle io.

Non c’è modo migliore di farti capire quanto valga che dire: quanto vorrei ricominciare da capo.

 

Stammi bene

Clemens